morning's still brighter. | stè j. rossi

stè j. rossi, in one:fortythree.
   
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raspberrypie-:

Placebo - Song To Say Goodbye

so in the mood for this…

fa un po’ male

questa sera la vita gira in modi talmente sgraziati che potrebbero fare una statua anche al sottoscritto per la sua coordinazione. oppure alla bella faccia di b., bah. dopo kili di madonne e limiti, credo di saperne un pelo in più di prima, chissà se basterò. dopo una sana e buona dose di m.a., pensato a come ridicolizzare una band mediocre - ti piace vincere facile? - sono qui a pezzi. fresco come una rosa no, un pelo c’entra la stanchezza, ma questo freddo fa paura. preoccupante.

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quinnipiac w/o the i

questo parlar tranquillo è delizioso.  haha

v.c.c., ventotto settembre.
cari l. e m., [ho ripensato a questa letterina e se fosse necessario scriverla, poggiarvela sul tavolo domattina oppure tenermela nella mente. senza mezze misure,  ho deciso di scrivere su questo blogghino il tutto.] venticinque anni sono una vita anche per chi non ha avuto il tempo di viverli tutti. figurarsi vivere fianco a fianco per tutto questo tempo, sopravvivere a un figlio disfunzionale, a un altro che gioca ad esserlo, a crisi di nervi, alla fatica, alle finanze che languono. più volte ho criticato il vostro modo di porvi come coppia, credo che dovrei almeno provare a fare la metà di quello che avete ammonticchiato nel vostro nido d’amore impossibile da scalfire eppure così elegantemente riservato. talvolta il furore della rabbia spegne il lume della ragione. la candela che spero scaldi le vostre anime in questo giorno l’ho presa un mesetto fa, quando ho passato una deliziosa serata con un altrettanto deliziosa madama. spero che possa piacervi. buon anniversario, e buona giornata. s.

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DID YOU FORGET TO TAKE YOUR MEDS?


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ciao m., prima mi domandavo che cosa ti potesse aiutare ad andare avanti a stringere i denti per tutto questo ambaradam che abbiamo in piedi, io e te. non puoi rispondermi ora, però, quindi ti dico che cosa ne penso io. una via di mezzo tra un fiorellino e una tidal wave, che fatico a non sentire quotidianamente. di solito si bisticcia perchè siamo stanchi e frustrati nel vivere lontani, è una gran palla. ci lamentiamo, troppe volte. credo che sia giusto così, fino a che ce ne sarà, aggrapparsi a un’idea tanto bella.

fa figo dire festa in cantina?

fa figo dire festa in cantina?

un’estate bellissima.

oh ce biel cjiscjel a Udin oh ce biele zoventût

di quest’estate resteranno moltissime cose. la prima che mi viene alle orecchie è brunori sas, e una buona fetta di indie italiano cantautorale. come dimenticarsi di cocenti similsbronze col quartino di vino, in attesa che prenda definitivamente la via sciagurata dell’astemio - impossibile. la notte di san lorenzo sotto le stelle l’ho passata su due sdraio tre piumoni e millemila stelle cadenti. ho filmato nei miei archivi magnetici terra rossa che ti si appiccica al cuore, candide persiane e spritz sorseggiati su sedie scomode in posti stupendi. ricordiamoci anche de’ caffè di quel buon uomo di gonzalo, e della lissolo spa che ha contributo a fare una bella estate. buzz an-no-lu-ce. l’indiano che campa solo con i nostri soldini e “cazzo, ho dimenticato i ..” “MMERDA!”. ci ricorderemo sempre della pasta di tua nonna, delle nove ore di viaggio, del massaggio “aah!”, del “bob! già-” e di molte altre cazzate che abbiamo sfornato. mi ricorderò di spaziali tramonti, discorsi dalla portata storica, il succo di pomodoro, le nostre nottate in bianco, i muscoli rattrappiti, tu inondata di birra - beh, questo era prevedibile - e di fenomenali litigate - evitabili. sarebbe splendido riuscire a farcela.

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